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Comune di Terres

di Lunedì, 02 Maggio 2016
Immagine decorativa

Terres (Tères in nones) è stato un comune italiano della provincia di Trento di 312 abitanti. A partire dal 1º gennaio 2016 si è fuso con Cunevo e Flavon per formare il nuovo comune di Contà.

Altitudine: 593 mslm

Superficie: 6,35 kmq

Abitanti: 312 (30 novembre 2011)

LA STORIA

L’abitato di Terres giace sulla sponda destra della valle del torrente Tresenga, nel complesso geografico della destra del Noce a mt. 598 s.l.m. con una superficie catastale di 638,66 ettari.La gran parte del territorio è coltivata a frutteto ma anche il bosco risulta essere una importante risorsa per il comune.A conferma di ciò il comune amministra con i comuni di Flavon e Cunevo il Nesso Flavona, una vasta area di proprietà situata nel gruppo delle Dolomiti di Brenta inclusa nel Parco Naturale Adamello Brenta ricca di boschi, pascoli e fauna.Sul territorio comunale è da segnalare la presenza dell’ antica Chiesa di S.Giorgio. La costruzione di stile romanico risale circa all’anno 1000 e sembra sia stata edificata dove sorgeva un’antica ara pagana. Venne restaurata verso il 1550 con rimaneggiamenti  di stile gotico. L’abside è completamente decorata da affreschi della fine del quattrocento (scuola dei Baschenis) che rappresentano i dodici apostoli con S.Giorgio al centro e un Cristo racchiuso in una mandorla con i simboli dei quattro evangelisti. Con i restauri del 1992 è stato ripristinato anche il pavimento originario in battuto di calce.
L’epoca precisa in cui Terres venne abitato non è data con certezza. Certo è che dalla posizione geografica e dalle scoperte archeologiche qui rinvenute si può dedurre che vi si stanziarono uomini fin da epoche molto remote. Nella zona denominata CONTA’ (che raccoglie i territori dei comuni di Terres Flavon e  Cunevo) arrivarono nell’epoca della pietra gli Ibero-Liguri, in seguito gli Etruschi ed i Galli Cenomani. Testimonianze del loro passaggio sono conservate nei musei di Innsbruck e Trento.

In seguito alla vittoria sui Reti i Romani divennero padroni della valle e vi rimasero per circa cinque secoli. Dopo si susseguirono i Goti, i Longobardi ed infine i Franchi e con questi venne introdotto il sistema feudale che, verso la fine del X secolo, diede origine alla Contea con sede a Flavon. Essa fu governata prima dai Conti Flavon ed in seguito dai Conti Spaur che nel 1543 eressero  a Terres un palazzetto, successivamente distrutto e ricostruito  per ben due volte a seguito degli incendi del 1802 e del 1870 che rasero al suolo quasi l’intero paese. Il palazzo attualmente è di proprietà del comune.
Dopo la rivolta contadina del 1525 si allenta la dipendenza dei sudditi dal governo feudale e fanno la loro comparsa gli statuti o “Carte di Regola”, un insieme di leggi statutarie che testimoniano la volontà degli abitanti di “regolare” la vita della comunità. Tale sistema di governo territoriale arriverà fino al 1807, quando con decreto del governo austro-ungarico i regolani  furono sostituiti dai capocomuni.
Solo con l’annessione al Regno d’Italia dopo la prima guerra mondiale i capocomuni vennero chiamati sindaci.
Dopo un periodo di aggregazione al comune di Flavon durante il periodo fascista (1929 - 1946), Terres è ricostituito comune autonomo il 21 gennaio 1947.

(rif. “Il Paese di Terres” di E. R. ed A. 1977)

TERRITORIO E STEMMA

1. Il territorio del Comune di Terres si estende per kmq. 6,3866 e confina con i Comuni di Flavon, Nanno e Tuenno.
2. Lo stemma del Comune di Terres, adottato con deliberazione consiliare n. 16 di data 27 aprile 1987 e approvato dalla Giunta provinciale di Trento con deliberazione n. 307 del 22 gennaio 1988 ha le seguenti caratteristiche:Blasonatura: “Troncato. Nel 1° tagliato d’argento e di rosso alla genziana blu in argento, argento rosso; nel 2° d’argento all’aquila bicipite d’azzurro”.Corona: “Murale di Comune”.Ornamenti: “A destra una fronda d’alloro fogliata al naturale fruttifera di rosso a sinistra una fronda di quercia fogliata e ghiandifera al naturale legate da un nastro azzurro”.Il fiore della genziana, pianta particolarmente diffusa nell’area comunale  e l’incendio del 1802 hanno dato spunto alla scelta dei simboli e dei colori per la composizione dello stemma. La genziana è stata adottata, fin dal loro sorgere, quale proprio emblema, da varie associazioni ed istituzioni del Comune, tra le quali si ricorda l’Asilo infantile e il Consorzio Ortofrutticolo.Nell’ambito del territorio comunale esiste sul Monte Corno un rifugio alpino denominato “Genzianella”.Questa pianta, che trae il nome dal Re illirico Genzio, cresce nell’Europa Centrale e Meridionale; il suo fiore, la cui massima fioritura si ha nei mesi di maggio e di giugno, è noto per il caratteristico e intenso colore azzurro, ha forma imbutiforme campanulata, molto allungata ed è disposto in un arco che varia dal quasi verticale all’orizzontale, spuntando dal ceppo della pianta che è priva di stelo e semplicemente composta da una rosetta di foglie basali di forma ellittica.    Esso sarà fondamentalmente rappresentato nel primo campo dell’arma con il suo colore naturale e per equilibrio araldico in metallo argenteo nel secondo. Questi due campi sono quelli di un “tagliato” che appartiene alla più grande partitura superiore di uno scudo troncato d’argento e di rosso. L’argento ricorda il terreno montano e la neve invernale mentre il rosso l’incendio scoppiato la mattina del 16 agosto 1802 che fu una calamità terribile che colpì il paese. Tutta la popolazione si trovava in montagna per la raccolta del fieno e la chiesa e le case, costruite in gran parte in legno, furono ben presto preda del fuoco che le distrusse in modo quasi totale. Di fronte a tanto disastro intervenne direttamente l’Imperatore Francesco I con un generosissimo contributo che permise la ricostruzione. A memoria di questo fatto, la troncatura inferiore ha il campo di argento e su di esso spicca in blu un’aquila bicipite, simbolo della casa imperiale.

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